Da grande vorrei fare il cuoco…

Frittata dolce con i fiori dell’orto e crema di gelato alla vaniglia
13 maggio 2014
Grazie… a tutti!
31 maggio 2014

Edi

Chi mi conosce sa della mia innata passione per la cucina.
Questa mi ha portato ad approfondire la mia voglia di conoscere a fondo questo mestiere leggendo libri e riviste, guardando programmi tv, che oramai hanno invaso il palinsesto di qualsiasi rete televisiva anche se il mio interesse risale a molto tempo prima, quando la tv era ancora in bianco e nero…

Mi ero creato un’idea ”romantica” della cucina, con tempi lenti o quantomeno adeguati alla preparazione e dedicati al più piccolo dettaglio sia estetico che di sostanza.

Sono sempre dell’idea che la cucina è memoria, tradizione, emozione, ricerca, impegno e soprattutto passione però ora vi spiego cosa vuol dire veramente stare davanti ai fornelli all’interno di un ristorante.

Dopo un periodo di apprendimento diciamo ”accademico” mi è stata data la possibilità di entrare, come stagista, in una cucina professionale.

Non vi nascondo che la prima settimana è stata impegnativa. Adeguarmi ai ritmi e tempi di esecuzione dei due chef che andavo ad affiancare, i miei tutor Tom e Matteo, è stato come mettere a competere una 500 con delle Ferrari.

Mi ha molto colpito l’affiatamento di questi due cuochi, una sinergia che poche volte ho visto anche in altre professioni.

I primi giorni ho avuto ”ansia da prestazione”, volevo fare il meglio possibile nel più breve tempo possibile come mi veniva richiesto ma i risultati non erano certo soddisfacenti.
Poi ho cercato di fare le cose in modo razionale, senza voler ”strafare”. Ho preso coscienza che non posso avere i ritmi e la manualità di due professionisti che lavorano da anni ma, soprattutto, il mio timore era di essere d’intralcio al loro lavoro.
Posso però osservare con cura, essere curioso, cercare di aumentare il mio ritmo di lavoro, affinare la mia manualità in certe operazioni. Cercare di progredire passo dopo passo consapevole del fatto che sono solo all’inizio di un percorso che mi porterà a perfezionarmi sempre di più.

Credetemi se vi dico che quando arrivano le comande, e il caso voglia che arrivino tutte allo stesso istante, la velocità con cui vengono preparati i piatti è a dir poco ”elevata”. In quei momenti non c’è “lo chef” come si vede nei programmi televisivi, ”la star”, ma un professionista il cui unico obiettivo è preparare il piatto nel minor tempo possibile, con il miglior risultato possibile per la soddisfazione finale del cliente.
Per arrivare a questo risultato c’è una preparazione e pianificazione meticolosa facendo si che al momento del servizio tutto proceda nel migliore dei modi.
Ci sono ovviamente incomprensioni e malintesi ma sempre e su tutto una regola: no panico!
Calma e sangue freddo (vedi professionalità) e tutto è risolvibile.

Ora sono alla conclusione dello stage e mi aspettano ancora un paio di settimane di corso in aula e dopo l’esame finale per il conseguimento del diploma.

E poi non mi resterà che trovare un posto di lavoro…
ma questa è un’altra storia…

Edi
Edi

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